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ADOLESCENTI E FRAGILITÀ PSICHIATRICA. CRITICITÀ E OBIETTIVI

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Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge “Disposizioni per il consolidamento della rete di assistenza per la salute neuropsichica dell’età evolutiva e dell’adolescenza”. La nuova norma, che intende rendere omogenee in tutto il Piemonte le modalità e le forme di tutela della salute mentale dei minori, promuove un approccio integrato alla prevenzione e alla cura attraverso la realizzazione di un sistema informativo unico di raccolta dei dati, per il quale sono state individuate risorse pari a 350mila euro.

Il testo approvato in aula costituisce un ulteriore passo in avanti nell’ottica del potenziamento dei servizi psichiatrici per l’infanzia e l’adolescenza. A questo riguardo, nel febbraio 2018 il Consiglio regionale aveva approvato un mio atto di indirizzo che, sulla scorta dell’esperienza consolidata dell’ospedale di Alessandria, individuava nell’incremento di posti letto e nell’approccio multidisciplinare al disagio psichico le due strade da percorrere.

In Piemonte come a livello nazionale i servizi di salute mentale per minori devono far fronte, ancora oggi, al permanere di diverse criticità. In termini generali, essi risultano fortemente sottodimensionati sia rispetto al numero di posti letto ospedalieri autorizzati (18 appena in tutto il Piemonte: 14 presso il Regina Margherita e 4 presso l’ospedale di Alessandria) sia per il numero di specialisti su cui il sistema può contare. Negli ultimi anni questa situazione è stata resa ancora più critica dall’aumento delle domande di accesso ai servizi: come rileva il Piano regionale della salute mentale, tra il 2003 e il 2016 le strutture della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza hanno conosciuto una crescita dell’utenza di oltre il 60%.

Il medesimo Piano associa con chiarezza questi dati all’incremento di alcuni precisi fattori di rischio. L’ampia diffusione di sostanze psicotrope e di modalità di assunzione massiccia e discontinua di alcolici, ad esempio, sono cause ormai note per lo sviluppo di psicosi. In secondo luogo, l’elevato numero di minori stranieri che giungono in Italia non accompagnati presenta in percentuali molto significative disturbi della serie post-traumatica e comportamenti eclatanti che spesso conducono al ricovero psichiatrico e successivamente all’inserimento in comunità. A fianco di questi fattori di rischio, specifica ancora il Piano regionale, si assiste alla riduzione dei fattori protettivi, legata all’erosione del capitale sociale delle nostre comunità, collegata a denatalità, riduzione dei componenti i nuclei familiari, allentamento dei legami informali (di vicinato, parrocchia etc.), riduzione del tempo libero utilizzato in attività educative e familiari.

Queste criticità sono all’origine di frequenti ricoveri impropri. Sempre il Piano della salute mentale precisa che circa un terzo dei giovani pazienti restano a lungo nei Pronto Soccorso o in reparti inadeguati, compresi quelli per adulti, con rischio di influenzare il successivo contatto con i servizi che dovrebbero costruire insieme a quelli dell’urgenza la presa in cura tempestiva per prevenire la cronicizzazione. Inoltre, un numero non trascurabile di pazienti in alcune aree del Piemonte viene rimandato al domicilio o in strutture residenziali senza risposta alla necessità di ricovero.

L’attuale impianto organizzativo dei servizi, d’altronde, risulta maggiormente attrezzato per il trattamento delle patologie dell’infanzia piuttosto che dell’età adolescenziale: la fascia d’età 14-18 anni, in questo modo, si trova spesso a essere trascurata, con forti ambiguità, anche giuridiche, sulla titolarità della presa in carico dei pazienti e la conseguente scarsa attenzione per la continuità terapeutica nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. A peggiorare ulteriormente le cose, infine, si deve registrare la scarsa integrazione tra presidi ospedalieri e servizi territoriali, da un lato, e dall’altro tra entrambi questi servizi e i riferimenti istituzionali della comunità, dagli enti locali alle scuole.

Questa situazione di estrema precarietà dei servizi è maturata in un contesto che pure aveva conosciuto, a livello nazionale come a livello regionale, l’adozione di numerosi provvedimenti volti a definire le strategie ottimali per il trattamento della psicopatologia adolescenziale. La nostra Regione già nel 2006 si era contraddistinta per aver individuato dei modelli operativi molto avanzati per l’organizzazione dei servizi: oltre all’istituzione di specifici posti letto dedicati all’adolescenza, infatti, essa aveva chiarito le caratteristiche della presa in carico multidisciplinare e aveva fissato esplicitamente caratteristiche e finalità dei percorsi di cura.  Come ribadisce il Piano della salute mentale, si tratta di un’impostazione che non solo va confermata, ma sviluppata e potenziata.

Come dicevo in apertura, è proprio alla luce di questi obiettivi che assume un valore particolare la collaborazione, avviata da alcuni anni, tra la struttura di Neuropsichiatria infantile e i Servizi Psichiatrici per adulti dell’ospedale di Alessandria. Il modello di intervento che è stato elaborato ha lo scopo di garantire un’adeguata presa in carico della psicopatologia dell’adolescenza, con un incremento dei posti letto dedicati sia in emergenza che in degenza ordinaria, l’attenzione per la continuità terapeutica nel passaggio all’età adulta e l’integrazione con i servizi territoriali. Questa esperienza innovativa merita oggi di essere sviluppata e ampliata, riconoscendone il valore strategico quale progetto pilota di carattere regionale.