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AGRICOLTURA, APPROVATA LA NUOVA LEGGE QUADRO

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Dopo due anni di lavoro, di cui uno in Commissione, il Consiglio regionale ha approvato l’8 gennaio la nuova legge quadro sull’agricoltura.

Il riordino, come ha spiegato l’assessore Giorgio Ferrero, ha comportato l’abrogazione di 35 delle 45 leggi vigenti, oltre a cinquanta articoli in materia contenuti nei vari provvedimenti regionali. La legge, con le relative abrogazioni, entrerà in vigore all’atto dell’approvazione del Bilancio regionale.

Il testo riordina interamente la materia, cancellando 35 leggi. Il risultato è una normativa più moderna, che risponde alla necessità di snellire, semplificare e rendere attuale la legislazione piemontese in conformità con le politiche nazionali ed europee e che introduce alcune novità: per assicurare la partecipazione delle parti economiche e sociali viene istituito il tavolo del partenariato agroalimentare e rurale; il programma regionale degli interventi integrerà le politiche europee; viene dato ampio spazio alla digitalizzazione e al suo ruolo innovativo per il settore; viene istituita una “banca della terra” che permetterà l’uso agricolo dei terreni incolti nell’ottica della tutela del territorio dal dissesto. La norma, insomma, abbraccia una materia vastissima, che va dall’agriturismo fino al settore irriguo e alla tutela di manufatti come muretti a secco, piloni di pietra dei vigneti, siepi o filari di alberi con valore storico.

“Abbiamo voluto intervenire alla luce della trasformazione dell’imprenditoria agricola e della sfida ambientale e climatica i– ha commentato con soddisfazione Ferrero – e per offrire attenzione ai territori più fragili e alle imprese più piccole, dove è necessario creare opportunità”.

Con la nuova legge il Piemonte sarà in grado di inserirsi più agevolmente in un quadro d’insieme europeo profondamente mutato, a cominciare dalla riforma delle politiche comunitarie che sta entrando nelle agende politiche in questi mesi e che si rifletterà sul quadro normativo nazionale e piemontese: quando la vecchia legge fu approvata, quasi 40 anni fa, c’erano politiche agricole che privilegiavano l’incremento produttivo attraverso il sostegno dei prezzi, il ritiro dal mercato delle eccedenze e l’agevolazione dei fattori di produzione, in un mercato europeo altamente protetto dalla concorrenza internazionale e nel quale i consumi erano molto più standardizzati di oggi.