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BARRIERE ARCHITETTONICHE, A CHE PUNTO SIAMO?

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Sono 354 i Comuni piemontesi che, nell’ultima annualità, hanno inviato alla Regione le richieste degli invalidi totali per ottenere i fondi aggiuntivi necessari a eliminare le barriere architettoniche negli edifici privati. Le risorse complessivamente stanziate su questo capitolo, tra fondi regionali e statali, ammontano a circa 12,2 milioni di euro per il biennio 2017/2018, cifra che consentirà di soddisfare le domande rimase inevase dal 2012 e quelle che risultano dal ricalcalo del fabbisogno del 2017

La notizia, tra le più attese, arriva dopo diversi anni di difficoltà. Nel 2004, infatti, il fondo nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche era stato completamente azzerato, e dal 2005 le domande erano state interamente finanziate con risorse regionali – risorse che, tuttavia, com’è facilmente intuibile, non erano in grado di soddisfare tutte le richieste.

La svolta è arrivata nel 2017, quando il Governo Gentiloni ha rifinanziato il fondo nazionale con 180 milioni di euro. Al Piemonte, in particolare, sono stati assegnati 25,7 milioni per le annualità 2017-2020.

Contestualmente alla disponibilità di nuove risorse, la Regione Piemonte ha attuato una decisa semplificazione del procedimento di definizione del fabbisogno regionale, che adesso viene quantificato per sommatoria dei fabbisogni comunale, distinguendo tra invalidi totali e invalidi parziali, senza ricorrere alla composizione di una graduatoria unica regionale: è a livello comunale, infatti, che adesso opera la graduatoria definita dai comuni stessi, i quali provvedono a erogare ai cittadini quanto di spettanza.