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RAFFORZAMENTO DELL’AUTONOMIA REGIONALE. IL CONSIGLIO APPROVA LA DELIBERA

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Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità dei votanti la delibera per l’attuazione dell’art.116 della Costituzione, ossia per il riconoscimento dell’autonomia differenziata del Piemonte, secondo un iter già avviato da alcune altre Regioni.

La richiesta, che sarà adesso presentata a Roma per il percorso di concertazione e confronto con il Governo, riguarda in particolare le seguenti materie: governo del territorio e beni paesaggistici e culturali; protezione civile e infrastrutture; tutela del lavoro, istruzione tecnica e professionale, istruzione e formazione professionale e istruzione universitaria; politiche sanitarie; coordinamento della finanza pubblica; ambiente; previdenza complementare e integrativa finalizzata alla non autosufficienza; rapporti internazionali e con l’Unione europea.  

Come ha dichiarato il Presidente Sergio Chiamparino, quella avanzata dal Piemonte non è una generica richiesta di maggiori poteri, ma la rivendicazione di strumenti necessari per una migliore gestione delle nostre specificità e potenzialità. Circa le infrastrutture strategiche, ad esempio, viene posto esplicitamente il problema del coordinamento con altre regioni, delineando così lo spazio politico e socioeconomico della macroregione del NordOvest.

La richiesta di maggior autonomia, ha ulteriormente rimarcato il Vicepresidente Aldo Reschigna, nasce dalla consapevolezza forte e profonda che c’è bisogno di un nuovo equilibrio tra le Regioni e lo Stato, da realizzare partendo, per il Piemonte, dal proprio contesto economico, sociale e demografico, per individuare quali siano i fattori di sviluppo.

Il Partito Democratico, attraverso il Capogruppo Domenico Ravetti, ha sottolineato che il  rafforzamento dell’autonomia significa maggiore libertà di gestire le risorse proprie della Regione su alcune precise competenze strategiche: una sorta di una terza via pragmatica tra il vecchio centralismo, che alcuni vorrebbero riproporre ancora oggi, e un federalismo di vecchia convenzione inconcludente e sbandierato solo ai fini elettorali.