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RESIDENZILITÀ PSICHIATRICA: VERSO LA DEFINIZIONE DI UNA ULTERIORE FASE TRANSITORIA PER LA NUOVA CONTRATTUALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE

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Al termine della seduta straordinaria del Consiglio regionale di giovedì 28 marzo dedicata alla revisione della residenzialità psichiatrica, l’assemblea di Palazzo Lascaris ha approvato un atto di indirizzo che impegna la Giunta Chiamparino a definire un’ulteriore fase transitoria per la nuova contrattualizzazione delle strutture residenziali.

Come ho dichiarato in qualità di primo firmatario dell’ordine del giorno, è indispensabile riconoscere la flessibilità indispensabile perché le diverse realtà residenziali possano adeguarsi ai requisiti strutturali e professionali. Si tratta di una necessità tanto più cogente in quanto in Piemonte esistono profonde disomogeneità tra i servizi erogati nei diversi territori. Questa, del resto, è tra le principali ragioni che, in questi anni, ci hanno condotto a diverse integrazioni delle delibere di riorganizzazione della residenzialità approvate dalla Giunta.

In queste settimane è in corso di completamento la verifica dei requisiti minimi per l’autorizzazione al funzionamento e accreditamento delle diverse strutture residenziali piemontesi. Alla luce dei rilievi della diverse Commissioni di Vigilanza regionali, la maggior parte di esse risulta già oggi conforme alle norme, mentre in un numero più limitato di casi risultano necessari adeguamenti strutturali e professionali.

Proprio l’adeguamento organizzativo e il reperimento di nuove figure professionali richiedono un ragionevole periodo di tempo per essere attuati. Da qui la richiesta di ulteriori margini di flessibilità per un cronoprogramma che, in ogni caso, dovrà terminare entro il 31 dicembre di quest’anno.

L’approvazione dell’ordine del giorno costituisce un ulteriore, positivo passo in avanti in una vicenda che, tuttavia, non si esaurisce nella definizione delle tempistiche per l’accreditamento.

È stata avviata una dialettica costruttiva tra tra Regione, gestori e associazioni di famiglie dei pazienti, e questo consentirà di affrontare le questioni ancora pendenti nel processo di riorganizzazione della residenzialità. Tra tali questioni rientrano in particolare il migliore collegamento con i servizi di salute mentale territoriali, la determinazione di un budget di salute che garantisca i bisogni complessivi del paziente in tutti gli snodi della filiera riabilitativa e, infine, un approfondimento del ‘fabbisogno effettivo’ dei Dipartimenti di Salute Mentale. È anche in via di definizione, a livello regionale, lo strumento ISEE da applicare per la compartecipazione alla spesa da parte dei pazienti e delle loro famiglie, mentre nelle scorse settimane, unitamente alla legge di bilancio, è stato approvato un atto di indirizzo che impegna la Giunta a limitare in futuro la compartecipazione stessa alla sola ‘quota alberghiera’, garantendo comunque risorse sociali regionali per l’intero triennio 2019-2021.